Le «Tiny house», letteralmente “casetta” sono mini abitazioni complete di tutto l’occorrente e di solito si basano tutte su un sistema del tutto ecologico; è infatti un particolare modo di abitare low cost ed eco-friendly.

Una Tiny House ricreata da un vecchio container

Queste abitazioni sono autosufficienti e possiedono installazioni capaci di ottenere energia. Le case dispongono di pannelli solari e di un sistema di gestione delle acque.
Finora le più celebri sono conosciute come  le “Students Tiny House Talk”, ovvero costruzioni 10 mq. totalmente in legno e dal design moderno, pensate da un architetto svedese per ospitare gli studenti universitari, complete di cucina e zona giorno, zona notte e bagno. L’impronta ecologica si basa su un layout efficiente e l’uso del legno curvato (ma non solo) come materiale di costruzione,  che permette di ridurre drasticamente l’impatto inquinante delle abitazioni «tradizionali». 
A chi non piacerebbe nel bel mezzo di uno stressante  periodo di lavoro prendersi una pausa e rifugiarsi, senza anima viva intorno, nel bel mezzo di un bosco a leggere e ascoltare il silenzio?

Una Tiny House ricreata da un vecchio container ed utilizzando il legno

Si tratta di case, in genere piuttosto contenute, costituite di diversi materiali e nel pieno rispetto per l’ambiente. Sono molto  pratiche perché spesso trasportabili poiché fornite di ruote, per poterle quindi posizionare in più posti e paesaggi.Le Tiny House, rappresentanto senza dubbio un nuovo modo di concepire la case e di abitare, lontano da quello tradizionale, molto attento ai temi di sostenibilità e impatto ambientale, ma anche alla flessibilità (oggigiorno i giovani che possono permettersi finanziariamente una casa “vecchio stile”, sono ben pochi). Facile capire quindi perchè sono preferite sempre più tra i Millennials.

Tiny House – vista interno

«Millennials», (i nati tra il 1981 e il 1996) e la «Generazione X» (i nati dopo il 1996) sono accomunati in gran parte da alcune caratteristiche, quali: 

  • poca disponibilità liquida, 
  • digital e social network dipendenti, 
  • scarso interesse verso i marchi di lusso, 
  • rispetto verso l’ambiente, e attenzione dei diritti sociali, 
  • ricerca di viaggi ed esperienze 

Questi tratti fanno capire perchè le «Tiny House» siano la forma abitativa, spesso temporanea, preferita ed ideale per le loro esigenze.

Tiny House – vista interno

Tiny House non è solo sinonimo di vita universitaria, come si diceva a riguardo del suo primario motivo di concezione e realizzazione. L’americana “Tumbleweed Houses” costruisce abitazioni di pochi metri quadrati interamente in legno, da trasportare. Una sorta di roulotte ecologica di tiglio, cipresso oppure olmo. I prezzi variano in base alle dimensioni e ai materiali utilizzati. Il loro costo si aggira fra i 20.000 e i 65.000 dollari

Tiny House – vista interno


In Italia, l’architetto Renzo Piano ha realizzato delle micro case ancora più piccole:  2,4 metri quadri di superficie e 3,2 di altezza in legno di tiglio e alluminio. Le ha chiamate «Diogene», come il celebre filosofo greco che per fuggire dal modo di vivere convenzionale, decise  di abitare in una botte.Questa mini abitazione ha tutto il necessario, compreso un bagno con toilette biologica, ed è estremamente ecosostenibile. Sono presenti pannelli solari e cellule fotovoltaiche per la corrente elettrica, e una cisterna per la raccolta e la purificazione delle acque piovane. 

Diogene – Le “Tiny House” progettate da Renzo Piano

Diogene – Le “Tiny House” progettate da Renzo Piano


Per concludere, le Tiny House sono una nuova forma di abitazione (ancora poco presente in Italia, al contrario dei Paesi Scandinavi) che avrà sempre più applicazione nelle sue svariate forme, in quanto permettono elasticità e basso costo, due caratteristiche ormai fondamentali.

Il post termina qua, sentiti libero di commentare qui sotto! Te ne saremo grati.Grazie per il tuo tempo! A presto.

One thought on “Ecco cosa sono le «TINY HOUSE» – Le case del futuro, preferite dai MILLENNIALS”

  1. Il concetto della “chiocciolina” o “Lumaca” che porta sempre con se, la propria casa è un fenomeno molto sentito e diffuso nelle Paesi Nordici, culture, usi, costumi, che contribuiscono a pensare che un giovane possa lasciare la propria “mammina” molto prima di un giovane occidentale, forse latino.
    Quindi affrontano, il coabitare, il dividere piccoli spazi abitativi con altri, quindi lo spazio abitativo latino sicuramente è diverso dello spazio abitativo scandinavo o norvegese o altro.
    Comunque sono sicuro che i prossimi a concepire e ritenere sufficiente vivere in mq 25 non è così male.
    Complimenti per questa iniziatica.

    g

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *